Era tutto sbagliato e lo sapevo : il momento, il giorno, il modo. Non mi interessava però. Puntavo fisso al mio obiettivo. Rimanere in piedi.
Aspettare significava, in questo caso, cominciare a farsi rodere lentamente da questo pensiero che continuava ad insinuarsi e rischiare seriamente di cadere.
Quindi ho attaccato per difendermi. Ho bruciato le tappe, mi sono esposta, dicotomica e irremovibile, decisa e corazzata. Un po’ egoista, ho messo da parte il mio orgoglio per un attimo, ma solo per difenderlo meglio in realtà.
ero molto più saggia anni fa. Solo che poi è andata com’è andata. E adesso che mi trovo in una situazione simile, non so se è il caso di fare lo stesso.
Posted on January 31st, 2012
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