i’ll just cry myself to sleep

and then hopefully, i’ll be better.

dobbiamo parlare sai.
solo questo devo dirgli, solo questo.
Ieri sera siamo usciti per una classica serata erasmus… cena (solo donne o quasi) poi incontro in piazza feste, locali, birra, shot, fino alle cinque di mattina… é stato carino e mi sono divertita considerato che per motivi vari non uscivo come si deve da quasi una settimana….
UNA SETTIMANA???non esco così da anni… e una settimana mi sembrava tanto… ah l’erasmus!!!
Ma se nella tua testa puó anche non far rumore una cosa del genere, nella mia urla. Urla per giorni dalla mattina quando mi alzo alla sera quando vado a letto, e quando vado a letto, urla ancora piú forte, fin quando non mi addormento.
Che poi a rileggerlo il mio blog, una vita ce l’avevo, una volta. Ma che fine ha fatto?
Era tutto sbagliato e lo sapevo : il momento, il giorno, il modo. Non mi interessava però. Puntavo fisso al mio obiettivo. Rimanere in piedi.
Aspettare significava, in questo caso, cominciare a farsi rodere lentamente da questo pensiero che continuava ad insinuarsi e rischiare seriamente di cadere.
Quindi ho attaccato per difendermi. Ho bruciato le tappe, mi sono esposta, dicotomica e irremovibile, decisa e corazzata. Un po’ egoista, ho messo da parte il mio orgoglio per un attimo, ma solo per difenderlo meglio in realtà.
ero molto più saggia anni fa. Solo che poi è andata com’è andata. E adesso che mi trovo in una situazione simile, non so se è il caso di fare lo stesso.

ADESSO CHE è TROPPO TARDI

mi sono accorta che vorrei salvare i post del mio blog di splinder.

(Source: scottzzzz, via naivetcell)

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